Ep. 4 – Scegliere di morire

Identita´spezzata

In questa emigrazione e contro-emigrazione, con sfasamento generazionali, Claudia la figlia di Gerardo, nipote di Giuseppe, per me, Silvana, Patrizia una cugina sulla carta , ma una sorella nei fatti, si perde. A lei era stata prima tolta l’infanzia a causa dell’abbandono primario, quello di sua madre. E poi bruciata l’adolescenza nell ́assimilare due mondi due lingue due sistemi di valori. Troppi.

La puntata di questo podcast tratta argomenti sensibili ed riservata all’ascolto da parte di un pubblico adulto. E´ una puntata un po´ diversa dalle precedenti, perché basata per lo più sui miei ricordi personali, che potrebbero in molte occasioni essere travisati dal tempo. A questi ricordi aggancio testimonianze di altri membri della mia famiglia. Al di la´ della esattezza dei fatti, la storia e il suo divincolarsi tra le pieghe della vita, mi ha convinto a parlarne. Questa puntata si intitola: Scegliere di morire.

Continua a leggere “Ep. 4 – Scegliere di morire”

Ep. 3 – ´Seppe, un uomo trasgenerazionale

Tra genio e disciplina

Nel giro di tre anni abbiamo visto questo uomo dalla vita spettacolare lasciarsi abbattere da una malattia spietata,
Il decorso e ́ stato lungo ma non lunghissimo e anche l’esito non era affatto scontato. La diagnosi fu fatta che lui era già allo stadio due della malattia. Che vuol dire che le cellule tumorali avevano cominciato a
intaccare lo scheletro. Il cranio per capirci si lesionava sotto il suo stesso peso (tipo per esempio quando
stava coricato con la testa sul cuscino).

Non buono. Ciononostante fu inserito in un programma sperimentale di cura diretto dal dottore Tommaso Caravita del centro di ematologia dell’ospedale Sant’ Eugenio di Roma, che prevedeva l ́autotrapianto di cellule di midollo osseo. In pratica in un primo intervento venivano estratte cellule staminali sue, coltivate e lasciate a riprodursi in laboratorio e poi reintrodotte nel midollo spinale. Cellule pulite, sterili e non cancerogene. In mezzo tanti cicli di chemioterapia.
E dopo il delicatissimo intervento di autotrapianto, avvenuto nell’estate del 2013, Giuseppe parve ancora una volta un miracolato. Quel corpo pieno di fratture ridotto alla sedia rotelle, grazie alla medicina si riparo ́, pezzo per pezzo. Almeno per un po ́. Ci siamo tutti aggrappati forse con arroganza a quel miracolo, soprattutto lui. Perché lui tutto voleva fare tranne che morire. Men che meno alla vigilia della tanto attesa pensione. Ma la malattia torno ́ inesorabile
e violentissima e tra meta ́ ottobre 2015 e meta ́ gennaio 2016 se l ́e ́ portato via.

Continua a leggere “Ep. 3 – ´Seppe, un uomo trasgenerazionale”

Ep. 2 – La terra promessa

I sogni al di la´delle Alpi

Un primo blocco della famiglia, composto da Michelina e suo marito, arriva in Svizzera nel 1960. I due sono impiegati alla Milchhof un latteria di Neuhüsern un quartiere di Emmen – il comune del cantone di Lucerna famoso in tutto il mondo per l ́Emmental, il formaggio coi buchi. Rocco il fratello maggiore di Giuseppe, che allora lavorava in Francia, avendo sentito da sua sorella che in Svizzera si guadagnava di più e le condizioni di lavoro erano meno dure, nell’estate dello stesso anno, anziché
tornare in vacanza a Vallesaccarda, va ad Emmen.

Per arrivare in Svizzera da Vallesaccarda ci volevano tre giorni di viaggio. Uno per svalicare l’appennino e arrivare con l’autobus a Napoli (100 chilometri), e un secondo via treno attraverso mezza penisola da Napoli fino a Como Chiasso (1000 chilometri), e un terzo stando fermi alla frontiera per i controlli doganali, le visite mediche e le procedure di ingresso in Svizzera. Da lì a Lucerna in treno sembrava il viaggio delle meraviglie.

Continua a leggere “Ep. 2 – La terra promessa”

Ep. 1 – Noi non c´avevamo niente

Via dalle macerie

Gerado, Michelina, Rocco, Chira e Giuseppe, sono cinque fratelli nati a cavallo della Seconda guerra mondiale in un
piccolo Paese del Sud Italia che oggi si chiama Vallesaccarda.
Quel pezzo di mondo secondo i canoni di oggi andrebbe definito povero, anni poverissimo, perché appunto come racconta Gerardo non c’era niente di niente.

La corrente elettrica arrivo ́ a fine anni ́50, l ́acqua nei primi anni ́60, il riscaldamento negli anni ́80. Gli scambi commerciali nell’immediato dopoguerra avvenivano per lo più in natura, televisioni e auto fino a 50 anni fa erano oggetti rari. Trovandosi pero ́ questo pezzo di mondo in una valle isolata nel mezzo dell ́Irpinia, molti dei suoi abitanti il concetto di povertà neanche lo conoscevano. Troppo astratto. Alcuni pero ́ intuirono che fuori si cominciava a stare meglio. E quando furono costruite le prime strade e ferrovie, se ne andarono. Si partiva verso Francia, Germania e Svizzera. Cosi Anche i fratelli Lo Russo andarono a cercare fortuna oltre le colline.

Continua a leggere “Ep. 1 – Noi non c´avevamo niente”

Episodio 5

Il bambino che doveva morire

Giuseppe Lo Russo ist am 14 Februar 1951 geboren. Um das Datum, keiner wirklich genau weisst. Sein Mutter Nicolina Rinaldi, solange noch in leben war, hat oft wiederholt dass sein Sohn zu hause geboren ist, und sein Mann die Aufgabe hatte zum Burgeramt zu laufen – 10 Kilometer zum fuss – um die Geburtsurkunde erstellen zu lassen. Wegen aber eines Schneesturms, wurde der Ausflug einen oder zwei Tage verschoben.
Giuseppe war das siebte und das letzte Kind der Familie…..

  • Nicolina Rinaldi war die Frau die im 1951 das Kind auf die Welt brachte

Classificazione: 3 su 5.

Testimonial goes here. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Proin id arcu aliquet, elementum nisi quis, condimentum nibh. Donec hendrerit dui ut nisi tempor scelerisque.

— First Name

Classificazione: 4 su 5.

Testimonial goes here. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Proin id arcu aliquet, elementum nisi quis, condimentum nibh. Donec hendrerit dui ut nisi tempor scelerisque.

— First Name